Fanculo |
Same old shit |
Pubblicata sul blog collettivo “La rotta per Itaca”
Muoversi all’alba nella macchia
come un ladro sulle cui spalle
pende un tiepido bottino
e una pala per cerca un angolo
dove seppellirlo.
Nel bosco dietro casa,
c’è un nuovo sepolcro fresco di
allestitura,
un manto erboso che ho ferito a
fondo
la brina ha atto spazio ad un
tepore martirio.
Hanno rapito l’anima di un mio
parente quadrupede,
confiscato, costretto alla
migrazione
in un luogo che si auspica migliore
di questo.
Ho deposto il suo involucro di peli
nello stomaco della madre terra;
da dove nuova vita poi fuoriesce
mutuata in consolatorio verde
vegetale.
Ti ho chiuso esternamente la
tomba con un’enorme pietra,
degna di un faraone egizio ( Anubis
non è poi così lontano dalla tua
specie)
e dentro, sotto il mento,
ho poggiato della carne fresca e un
succulento osso,
casomai tu ti svegliassi e ti venga
fame.
Un circolo di incensi ha condotto al
termine la liturgia pagana.
Sequestriamo queste bestiole
senza pietà dalla mammella
materna,
e loro a noi si adattano,
ci adottano, con tutti i nostri
deprecabili difetti e le imperfezioni
dell’umanità bipede,
l’arroganza di crederci i padroni del
pianeta.
Gli fornivo i miei avanzi come
sostentamento,
ne ho fatto un tritarifiuti a quattro
zampe,
in cambio di fedele vigilanza,
compagnia notturna,
ululati alla luna, scaldaletto ai piedi,
amicizia empatica,
tutti quei sentimenti
da cui gli esseri umani si stanno
progressivamente spossessando.
Debito che non ho potuto risarcire;
perdona quando ti ho ignorato, o
inutilmente sgridato„
indaffarato in faccende che dal tuo
punto di vista
erano assolutamente inutili,
avevi ragione.
Dicevano che avevi 105 anni,
ma per me ne dimostravi appena
15.
Mi guardavi negli occhi e
nell’anima-animale,
quell’istinto primordiale che ci lega
alla natura e che noi rinneghiamo.
Ti ho sepolto sotto una collinetta
muschiosa,
all’ombra di un grande albero che
ti rinfreschi l’estate,
ti protegga dalle intemperie
invernali,
a fianco due ceppi, in cui ho visto
le tue ciotole,
anche se so che ora non ti
servono,
corri libero in ben più distese
radure.
Laggiù ci ritroveremo,
e parleremo la stessa lingua.
Andandomene,
questa volta
ti ho salutato io con la coda.
Un posto come tanti nel mondo in cui si rinchiudevano i cosiddetti “malati di mente”, comunemente detti pazzi o folli. 30 Anni dopo la legge Basaglia siamo ritornati in uno di questi posti come tanti, ancora popolato da pazzi, senza essere sicuri di aver ben compreso il confine tra la follia e la normalità.
1) Il problema è che tutti guardavano alla Sicilia, ma per capire il #M5S il vero caso di studio (e osservatorio privilegiato) è l’Emilia.
2)In Emilia il #M5S è nato prima, ha espulso gente prima, è già andato al governo, applica l’austerity senza scosse e ha lotte contro.
3)In Emilia il #M5S ha accantonato la “rivoluzione” prima, scelto la difesa dei propri interessi prima, abbracciato la realpolitik prima.
"3 [re]Tweet di @Wu_Ming_Foundt
Da un qualunque angolo, in qualunque mondo
SupMarcos
Pianeta Terra – Febbraio 2013
Nello scorso gennaio, durante un dibattito in una Università statunitense, è stato chiesto all’ex governatore del Distretto Federale e attuale Ministro dell’Istruzione del Brasile, Cristovao Buarque, cosa ne pensasse dell’internazionalizzazione dell’Amazzonia, con l’avvertenza che da lui ci si aspettava la risposta di un umanista e non di un brasiliano. La sua risposta merita di essere divulgata. (A.R.)
In verità, come brasiliano, dovrei parlare solo contro l’internazionalizzazione dell’Amazzonia. Anche se il nostro governo non cura come si dovrebbe questo patrimonio, esso è nostro.
Come umanista, avvertendo il rischio di degrado ambientale che corre l’Amazzonia, posso immaginare la sua internazionalizzazione, come pure quella di tutto quanto sia di somma importanza per l’umanità.
Se l’Amazzonia, secondo un’etica umanistica, dovrebbe essere internazionalizzata, dovremmo internazionalizzare anche le riserve di petrolio del mondo intero.
Il petrolio è altrettanto importante per il benessere dell’umanità come lo è l’Amazzonia per il nostro futuro. Ma ciò nonostante, i padroni delle riserve credono di avere il diritto di aumentare o diminuire l’estrazione di petrolio e di farne salire o no il prezzo.
Allo stesso modo, il capitale finanziario dei paesi ricchi dovrebbe essere internazionalizzato. Se l’Amazzonia è una riserva per tutti gli esseri umani, non dovrebbe essere bruciata solo per il volere di un padrone o di un paese. Bruciare l’Amazzonia è tanto grave come la disoccupazione provocata dalle decisioni arbitrarie degli speculatori globali.
Non possiamo permettere che le riserve finanziarie servano per bruciare paesi interi nella voluttuosità della speculazione.
Prima dell’Amazzonia, mi piacerebbe vedere l’internazionalizzazxione dei grandi musei del mondo. Il Louvre non dovrebbe appartenere solo alla Francia. Ogni museo del mondo è il custode delle opere d’arte più belle prodotte dal genio umano. Non si dovrebbe permettere che questo patrimonio culturale, come il patrimonio naturale amazzonico, venga manipolato e distrutto per il solo piacere di un proprietario o di un paese. Non molto tempo fa, un milionario giapponese ha deciso di seppellire, insieme a lui, il quadro di un grande maestro. Quel quadro avrebbe dovuto essere internazionalizzato.
Le Nazioni Unite stanno realizzando il Forum del Millennio, ma i presidenti di alcuni paesi hanno avuto difficoltà a parteciparvi a causa di situazioni sgradevoli sorte alla frontiera con gli Stati Uniti. Per questo, credo che New York, in quanto sede delle Nazioni Unite, dovrebbe essere internazionalizzata. Per lo meno Manhattan dovrebbe appartenere a tutta l’umanità.
Proprio come Parigi, Venezia, Roma, Londra, Rio de Janeiro, Brasilia … ogni città, con la sua bellezza specifica, con la sua storia del mondo, dovrebbe appartenere al mondo intero.
Se gli Stati Uniti vogliono internazionalizzare l’Amazzonia, per non correre il rischio di lasciarla nelle mani dei brasiliani, allora internazionalizziamo tutti gli arsenali nucleari. Basta pensar che hanno già dimostrato che si è capaci di usare queste armi, provocando una distruzione mille volte maggiore dei deprecabili incendi verificatisi nei boschi del Brasile.
Recentemente, nei loro discorsi, i candidati alla presidenza degli Stati Uniti hanno difeso l’idea di internazionalizzare le riserve forestali del mondo in cambio del debito.
Cominciamo con l’usare questo debito per garantire che ogni bambino del mondo abbia la possibilità di mangiare e di andare a scuola. Internazionalizziamo i bambini, trattandoli, tutti, senza far differenza fra i paesi dove sono nati, come un patrimonio meritevole delle attenzioni del mondo intero. Molto più di quel che merita l’Amazzonia. Quando i dirigenti tratteranno i bambini poveri del mondo come Patrimonio dell’Umanità, non permetteranno che lavorino invece di studiare, di morire invece di vivere.
Come umanista, accetto di difendere l’internazionalizzazione del mondo; ma, finché il mondo mi tratterà come brasiliano, lotterò affinché l’Amazzonia sia nostra. Solo nostra!
via LatinoAmerica
Benvenuto 20mm Fisheye, la vecchia Diana te ne è grata.
Nel dicembre 2008 Vincenzo De Luca, con altri 46 imputati, viene rinviato a giudizio per truffa ai danni dello stato e falso in relazione alla vicenda relativa alla delocalizzazione delle Manifatture Cotoniere Meridionali, in qualche modo legata all’inchiesta Sea Park del 2005[57]. Nell’aprile 2009 il rinvio viene confermato per De Luca ad altri 13 imputati (tra cui il già sindaco di Salerno, Mario De Biase, ed il presidente dell’Unione Industriali di Napoli, Gianni Lettieri)[58][59].
A maggio 2012 il pm Vincenzo Montemurro ha richiesto la prescrizione per la maxi inchiesta Sea Park per i reati di corruzione, truffa aggravata, truffa e falso nei confronti degli indagati De Biase, Grieco e Fortunato, proprietari dei suoli, e Santopietro e Benetti, impreditori locali. Per il sindaco De Luca e gli altri dirigenti e funzionari comunali implicati nell’inchiesta, la prescrizione sarà richiesta dall’accusa il 25 giugno lasciando, dunque, in piedi le sole due accuse di associazione a delinquere e concussione.[60] De Luca, però, insieme all’ex-sindaco De Biase, al dirigente comunale Di Lorenzo e il segretario generale Marotta, rinunciano alla prescrizione chiedendo di farsi giudicare nel merito per ottenere un’assoluzione piena.[61]
Nel luglio 2010 viene condannato in primo grado dalla Corte dei Conti (sezione giurisdizionale di Napoli), insieme all’ex-sindaco De Biase ad alcuni dirigenti comunali, per questioni inerenti agli stipendi dei dirigenti del Comune di Salerno. De Luca viene condannato a pagare 23 000 euro, mentre De Biase 46 000 euro.[62]
Il 6 luglio 2010 la Corte d’Appello di Salerno dichiara la prescrizione nei confronti di De Luca e degli altri imputati del processo per lo sversamento di rifiuti, nel2001, nel sito di Ostaglio, non ancora completato. Nell’agosto 2001 si era verificato un enorme incendio degli stessi rifiuti.[63] Il sindaco di Salerno, però, afferma di non essere stato lui a richiedere la prescrizione, come asserivano certi esponenti politici, ma di essere stata una scelta del tribunale giudicante, dopo dieci anni di processo.[64]
Il 17 novembre 2010, De Luca, con gli altri indagati tra cui l’ex-sindaco Mario De Biase e l’ex-presidente dell’Asi Felice Marotta, è prosciolto, in campo penale, dalle accuse di associazione a delinquere e truffa relative alla costruzione di una centrale elettrica da 800 megawatt, a cui il sindaco si era opposto, sui suoli dell’ex-Ideal Standard. Il filone dell’inchiesta riguardante il possibile danno erariale è stato invece trasmesso dalla Procura Generale alla Corte dei Conti e al Ministero delle Attività Produttive.[65]
Il 21 aprile 2011 è firmata dal procuratore capo di Salerno Franco Roberti la richiesta di rinvio a giudizio per peculato per il sindaco De Luca, Alberto Di Lorenzo e Domenico Barletta. Resa pubblica la notizia, in quanto momentaneamente secretata dallo stesso Roberti per non influenzare l’imminente votazione, solo a seguito delle elezioni comunali, l’udienza preliminare è fissata all’8 novembre. La vicenda risale al tempo in cui il sindaco era stato nominato commissario straordinario per la costruzione del termovalorizzatore di Salerno in relazione alla grave emergenza rifiuti di Napoli del 2008. Il pm Roberto Penna contesta, dunque, la nomina aproject manager dell’ingegnere del comune Alberto Di Lorenzo, carica non prevista dall’ordinamento legislativo italiano. Nel novembre 2011 il gup Franco Orio dispone, sui richiesta dei legali dei tre imputati, il giudizio immediato. Il sindaco De Luca, infatti, si difende da tale accusa affermando che la figura di project manager, a cui sono dedicati numerosi congressi internazionali, è ampiamente utilizzata sia a livello locale che nazionale.[66][67]
Il 16 gennaio 2012 il sostituto procuratore Rocco Alfano notifica al sindaco e agli assessori comunali del precedente mandato un avviso di garanzia per abuso d’ufficio. Le indagini si riferiscono ad una delibera comunale che approvò una variante urbanistica per trasformare la zona omogenea “F31”, riservata al termovalorizzatore la cui costruzione con le nuove normative regionali spetta alla provincia, in un’area destinata ad insediamenti produttivi. Tale delibera era stata impugnata, nel corso del 2011, dal presidente dell’ente provinciale, Edmondo Cirielli.[68]
Lungomare Liberato ? on Flickr.
Kill your television. It trains ignorance.
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